Ferie delle Messi 2011: raccontata da una Protagonista! (II)

Sabato 18 giugno 2011. La scelta dei cavalli, la Guerra d’Amore e le prime due gare: il tiro alla fune e gli intrecci d’amore

Dalle ore 16,30 i numerosi spettatori hanno potuto ammirare in Rocca l’accampamento militare con tende ed armi della Compagnia d’Arme della Rocca di Montestaffoli ed in piazza delle Erbe il mercato medievale, con legatoria, chiromante, creazioni in ferro battuto ed armi: alabarde, scudi e spade.

Il mercato medievale, Piazza delle Erbe, San Gimignano In Piazza Duomo ha fatto ingresso sulle gradinate il popolo delle quattro Contrade, composto da cavalli, cavalieri, fanti in armi e figuranti, chiamato alla scelta dei cavalli per la competizione della domenica: la Giostra dei Bastoni. Una volta scelti i cavalli, le dame prescelte si nascondono dietro al Castello D’Amore, assediato da giovani innamorati. Inizialmente hanno tentato con le armi a conquistare il cuore delle fanciulle, le quali rispondevano con le armi della seduzione… ma l’amore trionfa: gli uomini si inginocchiano ai loro piedi e le coppie riunite danzano felici.

La danza durerà per poco, perché si scatenerà una feroce guerra d’amore, a suon di pallate tra due eserciti composti indifferentemente da pubblico e figuranti: il primo risiede sulla gradinata della Collegiata e il secondo nella parte opposta della Piazza, dando libero sfogo al proprio ancestrale sentire, in un combattimento liberatorio ed esorcizzante inteso a liberare quell’antico fanciullo che è in noi. La lotta è scatenata ed imperterrita, non si frena neppure allo stop della musica!

Dopo tanto movimento, alle 19 il campo viene sgomberato dalle armi per dare inizio alla prima gara tra Contrade: il tiro alla fune. Uomini possenti, prima pesati in gruppo per evitare che ci siano eventuali vantaggi, si sfidano per far superare alla bandierina sulla corda la linea tracciata a gesso sul suolo: il superarla decretava la vittoria. E tra un tira e molla, la prima gara è assegnata alla Contrada di San Giovanni. Se gli uomini si sono confrontati con la forza, le dame esibiscono l’eleganza e la grazia nel comporre una treccia. La seconda sfida è vinta dalla Contrada di Piazza. Tutti i premi, tranne la Spada d’Oro, premio per la Giostra dei Bastoni, sono stati realizzati dai bambini della scuola elementare dell’Istituto Comprensivo Folgore da San Gimignano.

Dalle 20.15 in poi la manifestazione prosegue con l’esibizione della Fanfarenzug, del gruppo Tamburi di San Gimignano, dell’Ensemble Medioevo in Danza con l’esecuzione di cinque balli  (Baraban, Moresca, Branle de l’Official, Tourdion e Salterello) e la Farandola a chiusura, e la Compagnia d’Arme.

Le Menadi, Piazza del Duomo, San GimignanoAlle 22 irrompono nella piazza le danze rituali del duo “Le Menadi” (Simona De Nunzio e Consuelo Cagnati) con catene, bastoni e ventagli infuocati, originando dei movimenti in luce che affascinano ed incantano il pubblico. L’esibizione è accattivante, rievoca miti e sentimenti di un barbarico medioevo, il fuoco dipinge nell’atmosfera buia delle curve melodiche, che sembrano essere uscite dalla mano esperta di un pittore d’arte contemporanea. Basta osservare degli scatti per accorgersi della stupefacente maestria del gioco di luci.

Ma la serata riserba una sorpresa agli ignari spettatori (ed anche figuranti): l’ingresso in piazza degli Sbandieratori della città de L’Aquila.

Sbandieratori della città de L’Aquila, Piazza del Duomo, San Gimignan Questo gruppo comprende anche tamburi e trombe che scandiscono i ritmi degli sbandieratori: lo spettacolo è sublime, affascinante, sorprendente ed emozionante, si sprecherebbero troppe parole nel descrivere un avvenimento così eccezionale, perché non sarebbero sufficienti tutte le espressioni di stupore e meraviglia per dare un racconto esauriente. Il pubblico osserva, sussurra, si meraviglia nell’attimo in cui le bandiere sono lanciate in aria e rompe il sussulto con un applauso scrosciante e liberatorio. E gli sbandieratori salutano formando una sorta di piramide umana sventolando le loro bandiere, destando ancora più clamore tra la folla…

Tina Faulo

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