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Disfida Fivizzano | Medieval Portraits | Wandering Italy

Disfida Fivizzano | Medieval Portraits | Wandering Italy.

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Ferie delle Messi 2011: raccontata da una Protagonista! (III)

Domenica 19 giugno. La gara di tiro con l’arco e la sfida finale: la Giostra dei Bastoni

La giornata di domenica comincia alle 12 con l’ingresso al suono delle antiche trombe e tamburi in Piazza Duomo delle Contrade con tutti i loro componenti, popolo, nobili e militari. Dagli antichi gradini della Collegiata i Cavalieri che si cimenteranno nel pomeriggio nella Giostra dei Bastoni ricevono il saluto del Podestà, Folco Bracali, e la benedizione dal Ministro di Dio, don Mauro Fusi, benedizione che si estende anche ai cavalli. Questi ultimi stressati dal caldo e dal rumore del pubblico, lasceranno una testimonianza del loro passaggio: che sia di buon auspicio per la gara, si domanda il narratore? Tra i figuranti si pensa che forse il cavallo più fortunato sia quello più generoso, pare sia quello di Castello…. che sia un presagio…? Lo scopriremo più avanti. Intanto il pubblico è intrattenuto dalle Cornamuse dell’Ensemble Errabundi Musici, la cui musica fa accorrere le ballerine di Medioevo in Danza ad improvvisare una farandola e coreografie a passo di cornamusa.

Fanfarenzug di Meersburg, Piazza del Duomo, San GimignanoLe esibizioni riprendono dalle 14,30 in poi con la Fanfarenzug di Meersburg, che oltre ai propri successi conclude con un Inno alla gioia. Il gruppo Medioevo in Danza si esibisce in Allemande, Branle des Lavandieres (detto ballo della lavandaia), Champenoise Italiana, Gagliarda e Salterello, i combattenti della Compagnia d’Arme ripetono le loro lotte con scudi e spade e ripetono per due volte il loro spettacolo gli Sbandieratori de L’Aquila. Il pubblico rinnova il proprio clamore ed entusiasmo come per la prima volta, in un susseguirsi di applausi e complimenti.

Inoltre si esibiscono anche gli altri ospiti della Ferie delle Messi:

  • la Compagnia di Abbadia San Salvatore (SI), con quattro ballerine, poche ma sufficienti per tenere gli occhi della piazza incollati su di loro, che interpretano varie coreografie, tra cui una Schiarazula Marazula e un piccolo esercito di combattenti;
  • il grande fachiro Marco Cardona, divoratore di spade in lotta contro veri serpenti (boa e pitoni), custoditi all’interno di una teca di vetro.

Nel frattempo, le contrade si dirigono verso Piazza delle Erbe dove si disputa la terza gara, il tiro con l’Arco, vinta dalla Contrada di Castello.

Alle ore 16 circa, si ripete l’assedio al Castello dell’Amore e la guerra d’Amore, ma alle 17 arriva il momento più atteso: da Porta San Matteo a Porta San Giovanni fino al Parco della sfila Il Corteo delle Messi: questo si compone di circa 500 figuranti tra soldati racchiusi nelle proprie armature, cavalieri su cavalli bardati, fanti con picche, lance e scudi, portatori d’insegne, nobildonne, il popolo festoso stretto attorno a Flora, la Regina della Primavera, assisa su un carro trainato da buoi.

Rispetto all’edizione 2010, in cui un violento temporale sconvolse il corteo e lo costrinse alla ritirata, quest’anno il tempo è stato clemente e ha permesso lo svolgimento della gara finale, nella Rocca di Montestaffoli: la Giostra dei Bastoni.

La Giostra più che una gara a cavallo con fantini armati di bastone, è una vera e propria guerra crudele contro il tempo. Questo perché dal cavaliere della Contrada dipende gioia per un anno intero, periodo di custodia e venerazione dell’ambiziosa Spada d’Oro, oppure tristezza per tutto il suo popolo. Tra i vari imprevisti, nel primo scontro tra San Matteo e Castello, il cavallo di Castello abbatte uno dei pali del tracciato, ed è tanta la rabbia del pubblico, richiamando l’ingiustizia della vittoria di Castello, che lo scontro viene ripetuto: vince lo scontro di nuovo Castello, forse per l’abilità del suo fantino Marco Tompetrini, e l’agilità del cavallo, Granpasso.

Tra le varie dispute, chi detiene un maggior numero di vittorie sono Castello e Piazza, comandata da Vincenzo Andante su Nettuno, che si confrontano nella battaglia finale. Tra incitamenti, urla, sussulti, occhi vispi nel fotografare chi per primo abbatterà l’elmo con il bastone, si sente chiaro e forte il tonfo del bastone di Castello… il pubblico e i membri di Castello esplodono fragorosamente tra esultanza e vistosa commozione, perché la vittoria non arrivava dal 2005

Così, le contrade si ricompongono, entrano di nuovo in piazza Duomo ad aspettare la vincitrice, il cui cavaliere solleva in aria la spada d’Oro consegnata dal Podestà.

La Fanfarenzug suona davanti a Castello per l’ultima volta e, tra gioia e stanchezza, tutti i figuranti si allontanano da piazza del Duomo, decretando la fine della Ferie delle Messi.

Omnia tempus habent

“Ad ogni cosa, il suo tempo”, dicevano gli Antichi, ma quando la festa sembrerà dover soccombere alle prime avvisaglie della sera, ecco che essa riprenderà respiro e nulla potrà più fermarla, tanto è il sentire medievale che questa città è capace di infondere. E se i tempi non sono dei più felici, se i “mala tempora currunt”, l’unico rimedio è sognare, e sognare a San Gimignano è grande cosa.

Vivete felici!

30 giugno 2011

Tina Fasulo

Ferie delle Messi 2011: raccontata da una Protagonista! (II)

Sabato 18 giugno 2011. La scelta dei cavalli, la Guerra d’Amore e le prime due gare: il tiro alla fune e gli intrecci d’amore

Dalle ore 16,30 i numerosi spettatori hanno potuto ammirare in Rocca l’accampamento militare con tende ed armi della Compagnia d’Arme della Rocca di Montestaffoli ed in piazza delle Erbe il mercato medievale, con legatoria, chiromante, creazioni in ferro battuto ed armi: alabarde, scudi e spade.

Il mercato medievale, Piazza delle Erbe, San Gimignano In Piazza Duomo ha fatto ingresso sulle gradinate il popolo delle quattro Contrade, composto da cavalli, cavalieri, fanti in armi e figuranti, chiamato alla scelta dei cavalli per la competizione della domenica: la Giostra dei Bastoni. Una volta scelti i cavalli, le dame prescelte si nascondono dietro al Castello D’Amore, assediato da giovani innamorati. Inizialmente hanno tentato con le armi a conquistare il cuore delle fanciulle, le quali rispondevano con le armi della seduzione… ma l’amore trionfa: gli uomini si inginocchiano ai loro piedi e le coppie riunite danzano felici.

La danza durerà per poco, perché si scatenerà una feroce guerra d’amore, a suon di pallate tra due eserciti composti indifferentemente da pubblico e figuranti: il primo risiede sulla gradinata della Collegiata e il secondo nella parte opposta della Piazza, dando libero sfogo al proprio ancestrale sentire, in un combattimento liberatorio ed esorcizzante inteso a liberare quell’antico fanciullo che è in noi. La lotta è scatenata ed imperterrita, non si frena neppure allo stop della musica!

Dopo tanto movimento, alle 19 il campo viene sgomberato dalle armi per dare inizio alla prima gara tra Contrade: il tiro alla fune. Uomini possenti, prima pesati in gruppo per evitare che ci siano eventuali vantaggi, si sfidano per far superare alla bandierina sulla corda la linea tracciata a gesso sul suolo: il superarla decretava la vittoria. E tra un tira e molla, la prima gara è assegnata alla Contrada di San Giovanni. Se gli uomini si sono confrontati con la forza, le dame esibiscono l’eleganza e la grazia nel comporre una treccia. La seconda sfida è vinta dalla Contrada di Piazza. Tutti i premi, tranne la Spada d’Oro, premio per la Giostra dei Bastoni, sono stati realizzati dai bambini della scuola elementare dell’Istituto Comprensivo Folgore da San Gimignano.

Dalle 20.15 in poi la manifestazione prosegue con l’esibizione della Fanfarenzug, del gruppo Tamburi di San Gimignano, dell’Ensemble Medioevo in Danza con l’esecuzione di cinque balli  (Baraban, Moresca, Branle de l’Official, Tourdion e Salterello) e la Farandola a chiusura, e la Compagnia d’Arme.

Le Menadi, Piazza del Duomo, San GimignanoAlle 22 irrompono nella piazza le danze rituali del duo “Le Menadi” (Simona De Nunzio e Consuelo Cagnati) con catene, bastoni e ventagli infuocati, originando dei movimenti in luce che affascinano ed incantano il pubblico. L’esibizione è accattivante, rievoca miti e sentimenti di un barbarico medioevo, il fuoco dipinge nell’atmosfera buia delle curve melodiche, che sembrano essere uscite dalla mano esperta di un pittore d’arte contemporanea. Basta osservare degli scatti per accorgersi della stupefacente maestria del gioco di luci.

Ma la serata riserba una sorpresa agli ignari spettatori (ed anche figuranti): l’ingresso in piazza degli Sbandieratori della città de L’Aquila.

Sbandieratori della città de L’Aquila, Piazza del Duomo, San Gimignan Questo gruppo comprende anche tamburi e trombe che scandiscono i ritmi degli sbandieratori: lo spettacolo è sublime, affascinante, sorprendente ed emozionante, si sprecherebbero troppe parole nel descrivere un avvenimento così eccezionale, perché non sarebbero sufficienti tutte le espressioni di stupore e meraviglia per dare un racconto esauriente. Il pubblico osserva, sussurra, si meraviglia nell’attimo in cui le bandiere sono lanciate in aria e rompe il sussulto con un applauso scrosciante e liberatorio. E gli sbandieratori salutano formando una sorta di piramide umana sventolando le loro bandiere, destando ancora più clamore tra la folla…

Tina Faulo

Ferie delle Messi 2011: raccontata da una Protagonista! (I)

Venerdì 17 giugno 2011: Appena scende la notte…

A dispetto dell’infausto giorno (venerdì 17), la Ferie delle Messi parte col botto con l’esibizione dei gruppi dell’Associazione e un ospite presente da otto anni, la Fanfarenzug, gruppo di tamburi e trombe antiche proveniente da Meersburg, paese tedesco sul lago di Costanza gemellato con San Gimignano.

La folla si accalca sulle gradinate del Duomo mentre lo strepitare dei Tamburi di San Gimignano e la Fanfarenzug apre ufficialmente la manifestazione.

Segue l’esibizione del gruppo di danza medievale “Medioevo in Danza” con sei coreografie: Branle des Chevaux, Branle Pinegay, Champenoise Italiana, Gagliarda, Salterello e la Farandola, un serpentone di persone che si tengono per mano correndo.

A seguire, la Compagnia d’Arme della Rocca di Montestaffoli allieta la serata con lotte talmente appassionate che nel buio si scorgono le scintille prodotte dallo scontro delle spade, seguite dalle espressioni di stupore degli spettatori….

Tina Fasulo

Ferie delle Messi 2011: raccontata da una Protagonista!

Il post di oggi è un vero e proprio resoconto/diario (ogni giorno ne pubblicheremo una pagina) della Ferie delle Messi 2011, dalla serata di venerdì 17 giugno fino a domenica 19.
La narratrice è Tina Fasulo, componente dell’ensemble “Medioevo in Danza” dell’associazione dei Cavalieri di Santa Fina che anima, insieme ad altri “rievocatori”, la tre giorni sangimignanesi. Il suo, quindi, è un racconto partecipato e vero, carico di emozini e di passioni. Grazie Tina!!!

Ferie delle Messi 2011: il Trecento in presa diretta

La Ferie delle Messi è una manifestazione storico-medievale in chiave trecentesca promossa dall’Associazione Cavalieri di Santa Fina, nata nel 1993 con lo scopo di riproporre a San Gimignano antichi avvenimenti della sua storia medievale.
Le tradizionali “Ferie Messium” erano stabilite con rubriche statutarie dal titolo “De Ferriis Ponendis” del 1255 e 1314 e questa festa, celebrata da tutta la popolazione per festeggiare il buon raccolto, comprendeva canti, balli, giochi e gara tra campioni a cavallo armati di bastone, la Giostra dei Bastoni.
L’edizione 2011 si è articolata in tre giorni: dalla serata di venerdì 17 giugno fino all’intera domenica 19.
Il successo di questa manifestazione consegue dalla combinazione di tanti fattori vincenti: dall’impegno e alla preparazione dei membri dell’associazione, dei figuranti e dei gruppi, alla grande partecipazione del pubblico. Notiamo che i turisti americani sono particolarmente estasiati dalle rievocazioni storiche medievali, proprio perché il loro giovane paese non ha testimonianze storiche di questo periodo, tipicamente europeo. Ma gli ospiti della manifestazione sono stati i gregari della corsa più attesa dal popolo sangimignanese…